Caprioli ancora

AGGIORNAMENTI SULLA QUESTIONE “CAPRIOLI”

Da Agire Ora:

Aggiornamento sulla questione “protesta per i caprioli”, che poi in realta’ e’ una protesta contro il concetto stesso degli “abbattimenti selettivi”, di qualsiasi specie si tratti.

Continuiamo coi presidi, almeno ancora per il prossimo giovedi’ e sabato, e poi aspettiamo l’esito del TAR del 6 settembre e vediamo.

I prossimi presidi sono:
giovedi’ 31 agosto
ore 9.30-12.30 – per le uccisioni dell’alba
ore 19.30-22.30 – per le uccisioni del tramonto
posti:
Ovada, via Piave 4 (centro del paese)
Acqui Terme, Zona piscina Strada Passeggiata dei Colli n. 17
(un po’ fuori del centro)

sabato 2 settembre
stessi orari, stessi posti

Ci si divide un due gruppi piu’ o meno della stessa numerosita’, non ci sara’ un “presidio principale”.

*Scrivete al piu’ presto* a piemonte@agireora.org per comunicare quali turni potete coprire (piu’ d’uno, possibilmente) e se preferite Ovada, Acqui o vi fa lo stesso e decidiamo noi in base alle necessita’.
Specificate anche il vostro numero di cellulare e da dove arrivate, grazie!

Poi: se c’e’ qualcuno della zona che conosce i posti in cui si caccia, si faccia vivo e si offra di guidare un gruppetto di persone in giro per i boschi!

Infine: scriviamo alla Bresso per dirle che non la voteremo piu’! Se l’avete votate, scrivetele per dirle che siete pentiti!
Oggi c’era un cartello che diceva “Forse Ghigo (l’altro candidato) avrebbe fatto lo stesso, ma sono stato piciu e ho votato la Bresso” (piciu vuol dire stupido in piemontese).

Ebbene: ditele che la voterete piu’:
presidente@regione.piemonte.it
fax 011.4323650

Sollecito nuovamente tutti a partecipare ai prossimi presidi ad Acqui Terme e a Ovada per protestare contro l’abbattimento dei caprioli.

Vi prego di prendervi una mezza giornata per questa protesta, perche’ non e’ “solo” la questione dei caprioli di quella provincia, ma e’ l’occasione per una protesta “globale” contro questa prassi dell’abbattimento degli animali, che si fa ogni anno e dappertutto, ed e’ particolarmente importante farsi sentire, quest’anno che la protesta ha molta risonanza, al contrario di tutti gli altri anni.

Per cui, fate uno sforzino, e venite!

Appuntamenti:
giovedi’ 31 agosto e sabato 2 settembre, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 19.30 alle 22.30, ad Ovada e ad Acqui Terme.

Per favore, date la vostra disponibilita’ (giorni, orario, luogo) scrivendo a piemonte@agireora.org

Grazie a tutti, ciao.
Marina Berati

Quando Dio non guarda

Non parliamo di Padre Fedele, quella storia è stata trasformata, forse volutamente, in una farsa grottesca e pecoreccia degna di uno speciale di Studio Aperto.
No, parliamo di quanto non viene mai detto, mai mostrato, parliamo della sporcizia celata dai paladini della morale.
Il 18 febbraio 1995, il Cardinale Martinez Somalo, prefetto della Congregazione vaticana per la vita consacrata, posa per la prima volta gli occhi su un rapporto agghiacciante. Quelle pagine sono piene di accuse precise e circostanziate, tutta firmate con nome e cognome e già presentate, alcune più di una volta, ad altre autorità ecclesiastiche. Nel rapporto vengono portati alla luce numerosissimi casi di violenza sessuale perpetrata da preti e missionari su delle suore. In altre denunce addirittura si parla di religiosi che hanno forzato delle suore ad abortire per porre fine alle gravidanze frutto delle violenze subite.
Il rapporto era stato redatto e compilato da suor Maria O’ Donohue, all’epoca impegnata attivamente nella lotta alla diffusione dell’AIDS. Gli abusi e le violenze nel rapporto venivano descritti come “diffusi”.
Molti casi erano segnalati in Africa, per ragioni culturali correttamente individuate dalla suora. Suor Maria aveva infatti ben chiaro come in talune culture fosse “impossibile per una donna o un’adolescente dire no ad un uomo, specie ad un anziano e particolarmente ad un sacerdote”.
Ancora più raccapriccianti nel rapporto sono le motivazioni che spingono preti e missionari a cercare le suore per sfogare la propria libidine e la propria indole violenta, maschilista e prevaricatrice: nei paesi dove è particolarmente facile contrarre malattie veneree le suore sono viste dai religiosi come un insieme sicuro.
Possono quindi violentarle senza correre i rischi di infezione che correrebbero normalmente andando con delle prostitute.
Inoltre è anche gratis, e si sa quanto i preti amino essere parchi.
In uno dei casi denunciati addirittura si sono ritrovate incinte 29 suore contemporaneamente. Il loro gruppo era stato evidentemente trasformato in un vero e proprio bordello per preti. La Superiora chiese l’intervento del Vescovo, guadagnandosi così la rimozione dall’incarico con conseguente sostituzione. Forse il Vescovo era cliente affezionato, chissà.
Suor Maria non resta però un caso isolato: nel 1998 suor Marie Mc Donald presenta un secondo rapporto in cui denuncia “molestie sessuali e stupri perpetrati da preti e vescovi”.
Questi rapporti raggiungono poi l’opinione pubblica grazie alla pubblicazione dapprima sul National Catholic Reporter negli Stati Uniti e poi su alcuni quotidiani italiani.
La rottura della congiura del silenzio ad opera di queste coraggiose suore ed il successivo interesse della stampa impongono al Vaticano un pronunciamento ufficiale sul problema. Purtroppo il Vaticano minimizza.
Il 20 marzo 2001 Joaquin Navarro Valls, allora portavoce della Santa Sede, dichiara:

“Alcune situazioni negative non possono far dimenticare la fedeltà spesso eroica della stragrande maggioranza di religiosi, religiose e sacerdoti. [...] Il problema è conosciuto ed è ristretto ad un’area geografica delimitata. La Santa Sede sta trattando la questione in collaborazione con i vescovi, con l’Unione Superiori Generali e con l’Unione Internazionale Superiore Generali. Si lavora sul doppio versante della formazione delle persone e della soluzione dei casi singoli”.

Queste parole sono sembrate probabilmente troppo blande all’Unione Europea la quale, con solerzia ragguardevole, il 5 aprile 2001 fa pubblicare sulla propria Gazzetta Ufficiale il seguente testo:

19. Diritti umani: Atti di violenza contro religiose cattoliche

Risoluzione del Parlamento europeo sulle violenze sessuali ai danni delle donne e in particolare di
religiose cattoliche

Il Parlamento europeo,

visti la Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo e la Convenzione europea sui Diritti dell’Uomo,

vista la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea,

vista la sua risoluzione del 16 settembre 1997 sulla necessità di organizzare una campagna a livello dell’Unione europea per la totale intransigenza nei confronti della violenza contro le donne,

vista la sua risoluzione del 10 marzo 1999 sulla violenza contro le donne e il programma Daphne,

vista la Convenzione delle Nazioni unite sull’eliminazione di qualsiasi forma di discriminazione contro le donne,

A. ribadendo la ferma condanna sua e delle altre istituzioni comunitarie di qualsiasi forma di violenza ai danni delle donne e in particolare degli abusi sessuali,

B. vivamente preoccupato per il contenuto di un rapporto comparso nella rivista americana «National Catholic Reporter», in cui si segnalano numerosi casi di stupro, in almeno 23 paesi, commessi da preti nei confronti di religiose cattoliche,

C. considerando che la Santa Sede ha confermato di essere a conoscenza di casi di stupro e di abusi sessuali ai danni di donne, e anche di suore, da parte di preti cattolici, stante il fatto che dopo il 1994 sono stati trasmessi al Vaticano almeno cinque rapporti su questo tema,

D. considerando che malgrado i responsabili ufficiali fossero stati correttamente informati circa queste violazioni dei diritti umani, gli stessi non hanno reagito come avrebbero dovuto,

E. sottolineando che, secondo questi rapporti, numerose religiose stuprate sono state anche costrette ad abortire, a dimettersi e, in taluni casi, sono state infettate dall’HIV/AIDS,

F. prendendo atto delle dichiarazioni del portavoce del Vaticano, Joaquin Navarro Valls, il quale ha affermato che «il problema è noto ma è geograficamente limitato», ma sottolineando che, al contrario, questo fenomeno si estende ben al di là dell’Africa,

G. rammentando che l’abuso sessuale costituisce un reato contro la persona umana e che gli autori di questi reati devono essere consegnati alla giustizia,

1. condanna ogni violazione dei diritti della donna nonché gli atti di violenza sessuale, in particolare nei confronti di religiose cattoliche ed esprime la sua solidarietà alle vittime;

2. chiede che gli autori di questi reati vengano arrestati e giudicati in tribunale; chiede alle autorità giudiziarie dei 23 paesi citati nei rapporti di garantire che sia fatta piena luce in termini giudiziari su questi casi di violenza nei confronti delle donne;

3. chiede alla Santa Sede di considerare seriamente tutte le accuse di abusi sessuali commessi all’interno delle proprie organizzazioni, di cooperare con le autorità giudiziarie e di rimuovere i responsabili daqualsiasi incarico ufficiale;

4. chiede alla Santa Sede di reintegrare le religiose che sono state destituite dai loro incarichi per aver richiamato l’attenzione delle loro autorità su questi abusi e di fornire alle vittime la necessaria protezione e compensazione per le discriminazioni di cui potrebbero essere successivamente oggetto;

5. chiede che sia reso pubblico il contenuto integrale dei cinque rapporti citati dal «National Catholic Reporter»;

6. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alle autorità della Santa Sede, al Consiglio d’Europa, alla Commissione per i diritti dell’uomo delle Nazioni Unite, ai governi del Botswana, del Burundi, del Brasile, della Colombia, del Ghana, dell’India, dell’Irlanda, dell’Italia, del Kenya, del Lesotho, del Malawi, della Nigeria, della Papua Nuova Guinea, delle Filippine, del Sudafrica, della Sierra Leone, dell’Uganda, della Tanzania, di Tonga, degli Stati Uniti d’America, dello Zambia, della Repubblica democratica del Congo e dello Zimbabwe.

Noi di Cineboom probabilmente non siamo autorevoli come il Parlamento Europeo tuttavia un appello ci sentiamo in dovere di farlo al nuovo Papa:

- Ehi, Ratzinger, per favore, non è che ti andrebbe di smetterla di coprire pedofili, aguzzini e stupratori?

Grazie.

Che soddisfazioni votare a sinistra!

La presidente diessina della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, vuole ammazzare 600 caprioli.

puah

capriolini

Perche’? Perche’ sono troppi e distruggono la flora.
Ah, be’. Non ci sono altre soluzioni, no? Lo sterminio e’ l’unica che hanno preso in considerazione nella Provincia di Alessandria e nella Regione Piemonte. Il presidente della Regione Calabria si e’ offerto di ospitarli tutti e 600 i poveri caprioli. Ma in Piemonte preferiscono dargliene solo 100 e fare sparare dai cacciatori ai restanti 500.
Ha anche risposto infastidta la signora Bresso alle proteste contro lo sterminio.
Ha detto una cosa originale, ha detto che non ci si preoccupa dei bambini che muoiono in Libano, ma dei caprioli. Una bella risposta da bar circolo di caccia. Complimenti alla diessina piemontese!

Perche’ se io mi indigno per la sorte di 600 (600!) caprioli significa AUTOMATICAMENTE che me ne fotto dei bambini in Libano.
Signora Bresso, usi argomentazioni migliori e tenga le sue sporche mani giu’ dai caprioli.

Sul sito della LAV:

TESTO E-MAIL:

Gentile Presidente della Regione Piemonte
gentile assessore all’agricoltura
gentile Presidente della Provincia

Le alternative all’abbattimento dei 600 caprioli esistono, non date soddisfazione a chi è solo alla ricerca di trofei di caccia a buon mercato con la scusa di presunti danni all’agricoltura, per i quali comunque esiste un fondo apposito delle amministrazioni provinciali proprio per evitare conflitti o ritorsioni nei confronti della fauna selvatica. Salvate i caprioli.

INDIRIZZI A CUI INVIARE:

presidente@regione.piemonte.it
assessore.agricoltura@regione.piemonte.it
presidenza@provincia.alessandria.it
renzo.penna@provincia.alessandria.it

La chiesa cattolica non puo’ permettersi di insegnare niente a nessuno

Due notizie di oggi:

Madonna

i parroci italiani sono contrariati dallo show di Madonna che per il suo Confessions World Tour a un certo punto entrera’ in scena su una croce e con una corona di spine in testa. E via a parlare di mancanza di rispetto, addirittura di insulti alla religione. Be’, da un certo punto di vista li capisco, sti parroci con Ersilio Tonini (ma quanti cazzi di anni tiene?) in testa. La chiesa ha passato millenni a negare l’esistenza della donna che e’ brava solo quando fa le magie, tipo partorire da vergine, e adesso una donna si mette li’ al posto di Gesu’. Non si fa. Non sta bene, e’ irriguardoso.
Meno irriguardoso e’ molestare i seminaristi, invece.
Seconda notizia di oggi:
Joseph Henn, 57 anni, alto prelato statunitense accusato di pedofilia, è sparito nel nulla a Roma. Questo sant’uomo pare abbia abusato di due giovani tra il 1979 e il 1981, ma il tutto e’ uscito solo nel 2003. Ora che e’ stato condannato e che stava per finire in galera, e’ sfuggito e ha fatto perdere le proprie tracce proprio a Roma. Quella citta’ piena di parroci che si indignano per Madonna sta nascondendo il (presunto) pedofilo.

Signori preti. Tonini, highlander del cazzo. Provate prima a darvi ripetizioni di morale tra di voi e poi, prima di aprire la bocca, contate fino a mille (e non piu’ mille), perche’ davvero lezioni da voi ne ne accettiamo.