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	<title>cineZoom Blog &#187; Firpo</title>
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	<description>Perché ogni tanto le maschere ci buttano fuori dalle sale</description>
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		<title>Organi sessuali recisi</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 14:20:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Firpo]]></category>
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		<description><![CDATA[Berlusconi è un poveraccio ed un mediocre, io lo so e lo sa anche lui. giovedì 27 marzo 2008 L&#8217;Utopia di Berlusconi di Marco Travaglio da La Repubblica cartacea Il Cavaliere e il libro copiato allo storico: *Così mio marito Firpo lo smascherò &#8211; Una frase aggiunta a biro: *Per carità  non mi rovini!!!*&#8230;. - [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Berlusconi è un poveraccio ed un mediocre, io lo so e lo sa anche lui.<br />
</strong></em></p>
<p>giovedì 27 marzo 2008<br />
L&#8217;Utopia di Berlusconi<br />
di Marco Travaglio da La Repubblica cartacea</p>
<p>Il Cavaliere e il libro copiato allo storico: *Così mio marito Firpo lo smascherò &#8211; Una frase aggiunta a biro: *Per carità  non mi rovini!!!*&#8230;. -</p>
<p>TORINO &#8211; Un giorno d&#8217;estate di metà  anni 80 Luigi Firpo se ne stava in poltrona nella sua villa sulla collina torinese con la moglie Laura. Faceva zapping in tv. Su Canale 5 una graziosa signorina intervistava il padrone, Silvio Berlusconi. E ne magnificava l&#8217;enorme bagaglio culturale: &#8211; Lei è anche un grande studioso dei classici! -. Il Cavaliere si schermiva: &#8211; Ma no, non dica così!-. E lei: &#8211; Sì, invece, non faccia il modesto. Lei, dottore, ha appena pubblicato un&#8217;edizione pregiata dell&#8217;Utopia di Tommaso Moro, con una bellissima prefazione e una perfetta traduzione dal latino!-. E lui: &#8211; Beh, in effetti il latino non lo conosciamo tutti, bisogna tradurlo &#8211; . </p>
<p>Firpo, grande intellettuale torinese, polemista della Stampa con i suoi &#8220;Cattivi pensieri&#8221;, ma soprattutto docente universitario di Storia delle dottrine politiche e fra i massimi esperti di cultura rinascimentale, drizzò le antenne. Anche perchè aveva da poco tradotto e commentato un&#8217;edizione dell&#8217;&#8221;Utopia&#8221; per l&#8217;editore Guida di Napoli. </p>
<p>L&#8217;intervistatrice attaccò a leggere la prefazione del Cavaliere. Dopo le prime due frasi, l&#8217;anziano studioso fece un salto sul divano: &#8211; Ma quella prefazione è la mia! E&#8217; tutta copiata! Ma chi è questo signore? Ma come si permette? &#8211; .</p>
<p>L&#8217;episodio è tornato in mente a Laura Salvetti, la vedova di Firpo, qualche giorno fa, quando Silvio Berlusconi in una delle sue tele-esternazioni elettorali si è così descritto in terza persona: &#8211; Il presidente del Consiglio si è nutrito di ottime letture e ha un curriculum di studi rilevantissimo&#8230;-. E&#8217; corsa in archivio, ha estratto una cartella intitolata &#8220;Berlusconi&#8221;, ne ha cavato uno strano bigliettino autografo del Cavaliere e ha deciso di raccontarne il retroscena. &#8211; Era subito dopo le vacanze estive, credo in settembre. Firpo (lei lo chiama rispettosamente così, ndr), quando scoprì in tv che Berlusconi aveva copiato la sua versione dell&#8217;Utopia, si attaccò subito al telefono per avere quel libro. Gli risposero che era un&#8217;edizione privata, in pochi esemplari, riservata all&#8217;entourage del Cavaliere. Ma lui, tramite l&#8217;associazione milanese degli Amici di Thomas More, riuscì a procurarsi una copia in visione. La sfogliò e sbottò: &#8220;Non è un plagio, è peggio! Quello ha copiato interi brani della mia prefazione e la mia traduzione integrale dal latino, mettendoci la sua firma. Non ha cambiato nemmeno le virgole!&#8221;. Prese carta e penna e scrisse a Berlusconi, intimando di ritirare subito tutte le copie e annunciando che avrebbe sporto denuncia. Qualche giorno dopo squillò il telefono di casa: era Berlusconi -.</p>
<p>A questo punto inizia un irresistibile balletto telefonico, con il Cavaliere che cerca scuse puerili per placare l&#8217;ira dell&#8217;austero cattedratico, e questi che, sbollita la furia, si diverte a giocare al gatto col topo. Firpo minaccia di mettere in piazza tutto e trascinarlo in tribunale. &#8211; Berlusconi -, ricorda la moglie &#8211; incolpò subito una collaboratrice, che a suo dire avrebbe copiato prefazione e traduzione a sua insaputa. E implorò Firpo di soprassedere, pur precisando di non poter ritirare le mille copie già  stampate e regalate ad amici e collaboratori. Firpo, capito il personaggio, cominciò a divertirsi alle sue spalle. Lo teneva sulla corda con la causa giudiziaria. E Berlusconi continuava a telefonare un giorno sì e un giorno no, con una fifa nera. Pregava di risparmiarlo, piagnucolava che uno scandalo l&#8217;avrebbe rovinato -.</p>
<p>Pure Franzo Grande Stevens, famoso avvocato e consigliere di casa Agnelli, che di Firpo era amico anche per via della comune candidatura nel Pri, seguì la faccenda da vicino: &#8211; Firpo mi raccontò di quel plagio. Era esterrefatto. Anche perchè Berlusconi, anzichè scusarsi, dava la colpa a una segretaria. Poi cercò di rabbonirlo con regali costosi, che il professore rispedì sdegnosamente al mittente -.</p>
<p>- Passava -, ricorda la moglie Laura &#8211; intere mezz&#8217;ore al telefono col Cavaliere. E alla fine correva a raccontarmele, fra l&#8217;indignato e il divertito: sapessi quante barzellette conosce quel Berlusconi. E&#8217; un mercante di tappeti, una faccia di bronzo da non credere, sembra di essere in una televendita -. Il tira e molla si trascinò per mesi. Anche con uno scambio di lettere, ancora riservate (saranno pubbliche solo nel 2009, vent&#8217;anni dopo la morte dello studioso). Per ora c&#8217;è solo quel bigliettino rimasto nei cassetti della signora Laura, visto che era indirizzato anche a lei: &#8211; Accompagnava un doppio regalo per Natale, credo del 1986. Nel frattempo Berlusconi aveva pubblicato un&#8217;edizione riveduta e corretta dell&#8217;Utopia, senza più la prefazione copiata e con la traduzione di Firpo regolarmente citata. Ma Firpo seguitava a fare l&#8217;offeso, ripeteva che la cosa era grave e la stava ancora valutando con gli avvocati. Un giorno lo invitarono a Canale 5 per parlare del Papa e si ritrovò Berlusconi dietro le quinte che gli porgeva una busta con del denaro, &#8220;per il suo disturbo e l&#8217;onore che ci fa&#8221;. Naturalmente la rifiutò. Poi a Natale arrivò un corriere da Segrate con un bouquet di orchidee che non entrava neppure dalla porta e un pacco: dentro c&#8217;era una valigetta ventiquattr&#8217;ore in coccodrillo con le cifre LF in oro -. Il biglietto d&#8217;accompagnamento è intestato Silvio Berlusconi, datato &#8220;Natale 1986&#8243; (ma l&#8217;ultima cifra è uno scarabocchio) e scritto a penna: &#8220;Molti cordiali auguri ed a presto! Spero! Silvio Berlusconi&#8221;. Poi una frase aggiunta a biro: &#8220;Per carità  non mi rovini!!!&#8221;.</p>
<p>Ma Firpo continuò il suo gioco: &#8211; Rispedì la borsa a Berlusconi, con un biglietto beffardo: &#8220;Gentile dottore, la ringrazio della sua generosità, ma gli oggetti di lusso non mi si confanno: sono un vecchio professore abituato a girare con una borsa sdrucita a cui sono molto affezionato. Quanto ai fiori, la prego anche a nome di mia moglie Laura di non inviarcene più: per noi, i fiori tagliati sono organi sessuali recisi&#8221;, Non lo sentimmo mai più.</p>
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