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libera critica cinematografica

 
 
 
 
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Locandina
 
 
 
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Trama

I primordi della lettuteratura inglese rivisitati da Neil Gaiman, Avary e Zemeckis con un cast stellare.

 
 
 
 
 
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Voti

Il voto del redattore

  • voto
  • 4.5/5
  • valutazione
  • Un salto nel passato con la macchina del tempo del cinema in 3D
  •  
 
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Il voto dei lettori

  • voto medio
  • 3/5
  • numero votanti
  • Questo film è stato votato da 1 lettore
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Info

La leggenda di Beowulf

di Robert Zemeckis

 
    Dati
  • Titolo originale: Beowulf
  • Soggetto: Roger Avary, Neil Gaiman
  • Sceneggiatura: Roger Avary, Neil Gaiman
  • Genere: Azione - Fantasy
  • Durata: 114 min.
     
  • Nazionalità: USA
  • Anno: 2007
  • Produzione: Warner Bros. Pictures, ImageMovers, Shangri-La Entertainment
  • Distribuzione: Warner Bros.
  • Data di uscita: 16 11 2007
 
 
 
 
 
 
 
 
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Recensione

Il futuro tecnologico che racconta un antico passato...

di Elena De Dominicis

Beowulf è il poema epico più importante del mondo anglosassone. Prima opera di autore anonimo scritta in lingua non latina risalente a circa l'VIII secolo, descrive le gesta di un eroe mitologico le cui avventure erano state tramandate oralmente già da molti secoli prima della stesura. È  il documento in lingua anglosassone arcaica più antico in assoluto pervenutoci. L'inglese come lingua scritta nasce con Beowulf. Questo film è l'ennesima trasposizione del poema, con la differenza che questa volta gli autori sono stati particolarmente fedeli alla trama. Beowulf è un condottiero arrivato in Danimarca ad aiutare un re amico in difficoltà. La reggia è spesso presa d'assalto da Grendel, essere deforme che sembra un incrocio tra tutti i differenti tipi di mostri caratteristici delle varie zone scandinave. Grazie all'eroe, la creatura verrà uccisa ma sarà solo un palliativo al problema perché la madre di Grendel (Angelina Jolie) sfodererà tutte le sue impressionanti arti magiche per mettere in atto una terribile maledizione nei confronti degli umani. La storia ovviamente ruota intorno al personaggio principale, dotato di forza fisica, bellezza, destrezza, intelligenza e ovviamente coraggio. L'eroe non si integra con la storia, la storia è lui. L'ambientazione cupa e gotica, arcaica fa sì che il protagonista venga messo ancora più in risalto, grazie alla sua idealizzazione di uomo altissimo, biondissimo, quasi un faro che illumina le perenni e misteriose notti nordiche. Nel periodo in cui uno dei più importanti capitoli della storia dell'umanità si era concluso da poco con la caduta dell'impero romano, le tribù anglosassoni che pure cominciarono ad abbracciare la nuova religione cristiana  rimanevano ben salde alle loro tradizioni, ai loro miti, alla figura del re eroe e semidio idolatrato dai bardi, dai cantori, dalle corti e dai popoli.

Realizzato con la tecnica del "performance capture", evoluzione del "motion capture" che Robert Zemekis aveva già utilizzato in Polar Express permettendo a Tom Hanks di fare da mattatore interpretando ben 5 personaggi tra i quali addirittura quello di un bambino, questo film viene proiettato per la prima volta in Italia utilizzando la tecnica in 3D ad infrarossi: un unico proiettore digitale 2K (senza pellicola quindi) alterna le immagini destinate rispettivamente all'occhio sinistro e a quello destro a una velocità di 144 fotogrammi al secondo (6 volte più rapidamente rispetto alla pellicola tradizionale). Gli occhialini non sono più di cartone ma sono di plastica leggera, con lenti grigie e con due porte a infrarossi, regolati a distanza da un emettitore centrale dentro la cabina di proiezione che a sua volta trasmette il segnale ai due "distributori" posizionati dietro lo schermo che rimbalzano il raggio ad ogni singolo paio d'occhiali attivo nella sala. Questa tecnologia avveniristica impedisce l'effetto di "immagini fantasma" dovuto alla visione da parte dell'occhio destro di una porzione di immagine destinata all'occhio sinistro e viceversa e disallineamento spaziale della stessa con conseguente affaticamento della vista.

Il film tecnicamente è quasi un capolavoro: un dispiegamento di mezzi mastodontico in riprese mirabolanti e animazione. Mai si sono viste inquadrature oggettive e soggettive di questo livello che è più che mai appropriato definire " da urlo": ci si vede arrivare gli oggetti addosso, lance e spade uscire dallo schermo, sembra veramente di poter toccare gli oggetti che paiono di una verosimiglianza davvero tangibile. A parer mio questi effetti (che possono essere veramente paragonati all'impressione sul pubblico che fece il treno dei Lumiére ), sono utilissimi per riportare in vita un documento così importante come il poema epico di Beowulf, integrando la vicenda anche sfruttando la ricorsività: una messa in scena in lingua originale antica al cospetto del re, in cui un cantore rievoca le gesta del sovrano con l'ausilio di attori. Nel film tutto è studiato per essere il più fedele possibile non solo alla trama originale dell' opera ma anche per riuscire nell'intento di trasmettere al pubblico lo spirito di quel popolo, di quell'epoca, di quella terra che forse mai è andato perduto o dimenticato, dove sono state mantenute in vita le proprie radici e forse anche i culti misterici dai quali non si può prescindere. Quel "mood" indispensabile per la realizzazione di opere d'arte di qualsiasi tipo: architettoniche, letterarie e pittoriche, che vengono generalmente riconosciute come gotiche. Un salto nel tempo così vivo che forse è così coinvolgente proprio grazie alla forma "animazione" che conferisce un'aura fiabesca, come è giusto che sia, ma estremamente reale com'è altrettanto giusto.

Questo film ha un'unica pecca tecnica. Che è quella dell'assoluta mancanza di vivacità dei personaggi: occhi, mani e piedi sono ancora troppo finti. Gli sguardi mancano di vivacità e di espressività. Le mani sono corrette nelle proporzioni ma deboli nella gestualità. I piedi sono tozzi e non sono riusciti minimamente ad avvicinarsi a una resa veramente realistica a livello prospettico e di carico e scarico del peso corporeo sulle diverse superfici. Tutti gli attori sono riconoscibili nelle loro fattezze, anche se modificati a volte drasticamente per esigenze sceniche e narrative. Ma non basta prendere il viso di, mia sia concesso in quanto pertinente, "mostri sacri" come John Malkovich o Anthony Hopkins per farci credere che siano veramente loro. La credibilità di un attore si esprime con le espressioni, con la gestualità e con il corpo che qui non vengono ancora resi con la naturalezza umana. Risulta molto più vero e vivo Grendel, addirittura nello sguardo, nell'atteggiamento e nella mimica forse proprio perché creatura innaturale e non paragonabile a un essere umano. Benissimo invece i capelli, i peli del viso e del corpo, la grana della pelle.

Eccezionali i costumi di Gabriella Pescucci, ricercatissimi e filologicamente corretti, nella migliore tradizione sartoriale e costumistica italiana dove riusciamo a intravedere la trama dei tessuti e quasi a viverli a livello tattile. Peccato che, seppure i drappeggi siano efficaci , la mobilità risulti ancora un pò rigida o quanto meno appesantita eccessivamente per quei tipi di lane e pellami, già meglio per il "comportamento" delle maglie di cotta metallica che "cadono" correttamente. In ogni caso è stato fatto un lavoro tecnologico veramente eccellente, che certamente verrà migliorato con gli anni nelle prossime produzioni a livello tecnico. Sicuramente utile per avvicinare la gente alla letteratura antica o quantomeno alle diverse culture e storie dei popoli. Sarebbe interessante vedere altri film realizzati con questa tecnica ambientati nel passato, magari nell'antica Roma, o magari film a mezza via tra finzione e divulgazione scientifica.

 
 
 
 
 
 
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Commenti
 

I lettori hanno scritto 4 commenti

 
 
Luigi Faragalli
Luigi Faragalli
  • indirizzo IP 151.65.224.194
  • data e ora Domenica 27 Gennaio 2008 [13:45]
  • commento Alcuni movimenti interessanti durante le scene di combattimento, ma nulla che non sia già stato fatto anche in film "normali" come Matrix.
 
 
 
 
 
Luigi Faragalli
Luigi Faragalli
  • indirizzo IP 151.65.224.194
  • data e ora Domenica 27 Gennaio 2008 [13:47]
  • commento Beowulf risulta abbastanza antipatico, un po' cazzaro ed un po' tronfio. Notevole il seno della Jolie digitale, ma chi può dire quanto i bit lo abbiano aiutato?
 
 
 
 
 
Stefano Tirelli
Stefano Tirelli
  • indirizzo IP 84.221.69.59
  • data e ora Giovedì 17 Aprile 2008 [17:48]
  • commento Ripensandoci, credo che l'unico modo in cui vada la pena vedere questo film sia con il 3D digitale (coi filtri polarizzatori, no occhialini verdi-rossi). Altrimenti, è piuttosto un supplizio.
 
 
 
 
 
Sara Troilo
Sara Troilo
  • indirizzo IP 213.140.11.139
  • data e ora Lunedì 05 Maggio 2008 [17:30]
  • commento Sì, senza 3D non ne vale la pena. A distanza di tempo l'unica cosa che ricordo sono alcune immagini e poco altro.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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