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libera critica cinematografica

 
 
 
 
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Voti

Il voto del redattore

  • voto
  • 2/5
  • valutazione
  • Non promette nulla questo film, e quindi non lascerà nessuno deluso. Impegno zero, violenza tanta, garanzia di 90 minuti di "spegnimento del cervello" senza alcuna controindicazione.
  •  
 
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Il voto dei lettori

  • voto medio
  • 2.7/5
  • numero votanti
  • Questo film è stato votato da 2 lettori
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Info

Doom

di Andrzej Bartkowiak

 
    Dati
  • Titolo originale: Doom
  • Soggetto: Dave Callaham
  • Sceneggiatura: Dave Callaham - Wesley Strick
  • Genere: Azione - Gore & splatter
  • Durata: 101 min.
     
  • Nazionalità: U.S.A.
  • Anno: 2006
  • Produzione: John Wells - Lorenzo Di Bonaventura
  • Distribuzione: UIP
  • Data di uscita: 00 00 0000
 
 
 
 
 
 
 
 
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Recensione

Spara, spara e non pensare

di Carlo Griseri

Che dire di questo film? Da una pellicola tratta da un videogame, capostipite e membro più famoso della genia dei cosiddetti "spara-tutto", non ci si può certo attendere più di tanto,  ma è proprio questo il bello di Doom: dà allo spettatore tutto ciò che promette, senza sorprese e senza tralasciare nessun particolare. Pochi dialoghi da seguire, tanto sangue, notevoli deformazioni e menomazioni, (purtroppo) solo un pizzico di bellezza femminile (Rosamund Pike, "prezzemolina" sugli schermi italiani nelle ultime settimane: è stata infatti Jane Bennet in Orgoglio e pregiudizio e la sfortunata e poco considerata Elizabeth Malet, moglie del "libertino" Johnny Depp), tante tante armi  tra cui il più grande e potente fucile mai realizzato!, un eroe affascinante (Karl Urban, già Eomer nella trilogia degli anelli e al fianco di Vin Diesel in "The chronicles of Riddick) e un protagonista totalmente inespressivo, il grande The Rock. L'ormai ex-wrestler, al suo sesto film di rilievo, impersona Sarge, comandante dei marine spaziali chiamati a salvare l'umanità da una minaccia tanto misteriosa quanto mortale. Contattato dalla produzione per interpretare il ruolo di Urban,  il wrestler è invece rimasto talmente affascinato dal ruolo di Sarge, decisamente più importante e più presente, da richiederlo con forza e ottenerlo. E gli ha conferito una voluta inespressività, perfetta per il ruolo (e dico voluta perchè lo abbiamo visto in altre pellicole alle prese con performance di discreto rilievo, come Be cool, A testa alta e Il tesoro dell'Amazzonia).

Ma prima di proseguire in quest'analisi è meglio dire ancora due parole sulla trama. Nella base spaziale Olduvai, collocata su Marte, si registra un'emergenza. Il film si apre con una scena abbastanza truculenta, in cui un mostro rapidissimo, vorace non si ferma davanti a nulla e divora in un colpo solo una povera ragazza in fuga, lasciandone - si suppone a malincuore - solo una mano... Senza ricevere particolari spiegazioni dai propri superiori, la squadra comandata da Sarge (una sorta di SWAT del futuro, chiamata Rapid Response Tactical Squad - RRTS) è l'unica ad avere il permesso di entrare, a causa del pericoloso livello 5 di quarantena. Giungerà armata fino ai denti, e lì scoprirà la verità, che non diciamo per non cadere in territorio-spoiler - ma che non è comunque la cosa più importante!

I fan più incalliti dell'originale "Doom" godranno in particolare in una sola scena, girata interamente in soggettiva e che ripropone allo spettatore la stessa visuale della fase di gioco. Fucile puntato, in giro per corridoi semibui cercando di sparare a ogni minaccia pronta a saltare fuori dagli angoli, prima di essere colpiti a morte. Forse troppo poco, per chi voleva rivivere emozioni antiche, ma per tutti gli altri solo un doveroso omaggio che era giusto limitare per non appesantire troppo la visione.

A conti fatti questa è una pellicola che non offre nulla di particolarmente nuovo, ma garantisce 90 minuti di relax e disimpegno: a entrare in sala saranno ovviamente solo i veri appassionati, ma nessuno potrà uscirne deluso. Riproponendo situazioni già viste in centinaia di altri film, Doom è ciò che promette: uno svago da multisala, da gustare in compagnia, con barattoloni di popcorn annaffiati da bibite ghiacciate e da accompagnare con risate e con divertimento per il totale straniamento che regala. Non un film d'autore, neanche un film per famiglie, ma sicuramente una piacevole visione per "staccare" dalla realtà.

Regista di tutto ciò, il polacco Andrzej Bartkowiak che porta con sè una filmografia molto disomogenea. Anche se va detto che dietro la macchina da presa si è dedicato principalmente alle arti marziali: Romeo deve morire e Amici per la morte con Jet Li, Ferite mortali con Steven Seagal, nella sua più ampia carriera da direttore della fotografia può "vantare" Tredici giorni - con Costner, sulla crisi USA-Cuba del 1962, Gossip - teen-movie con Joshua Jackson, L'amore ha due facce, con la coppia Streisand-Bridges, Species-Specie Mortale, Voglia di tenerezza, e Un giorno di ordinaria follia con Michael Douglas.


 
 
 
 
 
 
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